lunedì 31 gennaio 2011

Deliberatamente


Confesso che sono al tempo stesso spaventato e stimolato dal compito a cui siamo chiamati. Con l’entrata in vigore dell’osteggiata legge 240/2010, parte un forzato iter di riscrittura del nostro Statuto e dei regolamenti. La legge, infatti, ci impone nuove strutture organizzative e di gestione lasciando a noi il compito su come meglio adattare i dettami legislativi al nostro caso.
Intanto continuo a raccogliere documenti e delibere che danno voce al nostro ateneo. Mi pare che ci sia la giusta consapevolezza del momento... speriamo bene.
Ecco i documenti che mancavano in "Aftermath".


venerdì 28 gennaio 2011

Lo Statuto e la FLC CGIL

Roma, 24 gennaio 2011 Prot. n. 22/2011 DP/fs-ab

Ai Magnifici Rettori
Loro Sedi

Magnifico Rettore,
con l’approvazione della Legge Gelmini prende avvio la difficile fase di ridisegno degli statuti degli Atenei in un contesto di crescente riduzione dei finanziamenti. La ripartizione del FFO, con oltre un anno di ritardo, ha evidenziato la perdita di risorse per l’intero sistema universitario di un ulteriore 4%. Restano, peraltro, confermati i tagli previsti per il prossimo triennio dalla Legge 221/2010.
La FLC CGIL, fin da subito, ha contrastato l’insieme dei provvedimenti che il governo ha adottato per minare l’autonomia, la qualità e la dimensione pubblica del sistema universitario italiano.
Tuttavia, la definizione dei nuovi statuti rappresenta un passaggio delicato e importante, che deve essere inteso come un effettivo momento fondativo, capace di ravvivare gli strumenti di autogoverno della comunità universitaria e consolidarne il carattere democratico. E’ proprio questa, a nostro parere, la sfida che ci consegna il drammatico contesto nel quale gli Atenei sono costretti a rivedere i propri statuti: fare di questo passaggio, a dispetto dello spirito della Legge, una opportunità di rinnovamento, di qualificazione e di riforma democratica del sistema. I movimenti di questi mesi, animati in particolare dagli studenti e dai ricercatori ma in grado di coinvolgere tutte le componenti dell’università, hanno promosso ipotesi alternative di riforma fondate su una dimensione democratica partecipativa e pubblica degli Atenei.
A quello straordinario patrimonio di idee, di proposte e di istanze di autogoverno si dovrà dare piena cittadinanza.
Per questa ragione noi auspichiamo che il processo di definizione dei nuovi statuti si sviluppi con trasparenza, con forme appropriate di partecipazione e che, pertanto, le modifiche agli statuti siano l’espressione della convinta adesione della maggioranza delle diverse componenti ad un progetto “culturale“ che caratterizzi le università nella loro piena e più vera autonomia.
Fin dalla composizione delle commissioni “statuto”, alle quali verrà demandato l’onere di definire i molteplici regolamenti di Ateneo previsti dalla Legge, crediamo sia indispensabile dare uno spazio adeguato a tutte le componenti universitarie, così da renderle egualmente partecipi. In questo modo potranno dare il loro contributo, oltre ai docenti, i ricercatori strutturati e precari, gli studenti che in questi mesi hanno condotto una importante lotta a difesa dell’Università pubblica, il personale contrattualizzato che regge in maniera decisiva le molteplici attività degli Atenei. Per questa ragione la composizione delle commissioni dovrebbe avere modalità elettiva.
La FLC CGIL è determinata ad offrire un contributo positivo nello sforzo di riorganizzazione del sistema universitario italiano, svilito e messo sotto scacco da politiche scellerate. Con altrettanta decisione proseguirà, con ancora maggiore forza nel paese e negli Atenei, il contrasto ai provvedimenti del governo e alle logiche che esso vorrebbe imporre, impegnandosi a tutela e garanzia della dimensione pubblica del sistema universitario, al fianco di tutti coloro che, ricercatori, studenti, precari, docenti, personale contrattualizzato, semplici cittadini, ne hanno a cuore le sorti.
Riteniamo pertanto importante avviare subito il confronto sulle nostre richieste affinché si possano evitare decisioni unilaterali che finirebbero per mortificare ulteriormente il profilo democratico degli Atenei seriamente compromesso da una riforma burocratica e autoritaria.
Distinti saluti.

Il Segretario Generale FLC CGIL
Domenico Pantaleo

sabato 22 gennaio 2011

Aftermath



Siamo al day after. C'è una grande tensione nell'UniCal in seguito alla pubblicazione della cosiddetta legge Gelmini (legge n. 240/2010) nella Gazzetta Ufficiale del n. 10 del 14/01/2011, che entrerà in vigore a partire dal 29/01/2011.
Si stanno moltiplicando le prese di posizione di organismi, assemblee ed organizzazioni che in maniera trasversale mostrano una incoraggiante voglia di partecipazione alla riscrittura dello statuto a cui siamo chiamati a partire dal prossimo mese.
Credo sia utile a tutti avere, per completezza di informazione, una visione dei documenti che finora sono stati approvati sull'argomento. Vi spedisco quindi una collezione di quelli di cui sono in possesso fino al momento. Mi è stato riferito che un documento è stato anche preparato dalle organizzazioni sindacali ma non ne ho copia.


Petizione ricercatori
Documento precari
Mozione CdF Scienze Politiche
Delibera CdF Economia
Mozione CdDip Fisica
Documento CoCoP

Analoghe istanze vengono presentate congiuntamente in queste ore in tutti gli Atenei italiani. Alcune le potete trovare sui siti della Rete 29 aprile e dal Coordinamento nazionale dei Professori associati.

domenica 21 novembre 2010

Convulsioni




Siamo alla convulsa fase finale del percorso del DDL Gelmini che si intreccia con uno scomposto passaggio della vita del governo Berlusconi dall’esito non predeterminato. È ormai evidente che, di questi tempi, tutto può essere usato per ricattare o per far suonare la fanfara della propaganda. Così il DDL è divenuto un oggetto il cui contenuto è poco conforme all’uso che se ne fa. Walter Tocci ci informa in una sua minuta dalla Commissione Cultura della Camera di come il testo del DDL sia stato epurato degli emendamenti “migliorativi” che la stessa maggioranza PDL-Lega aveva approvato, spogliandolo di tutte le voci che richiedevano un impegno di spesa e rendendolo così liscio da essere rapidamente approvato.
Questo ha spinto la FLC CGIL a prendere una posizione forte (finalmente!) che affianca quella della Rete29Aprile (ricercatori) e del neonato Compass (professori associati). Si chiede da più parti ed “a gran voce” di mobilitarsi contro il varo alla camera della legge, presidiando il parlamento e/o astenendosi dal fare lezione. Forse sarebbe il caso di pensare da subito ad un bello e sano sciopero da farsi durante la discussione in parlamento che vada oltre l’“indisponibilità” e di-mostri la nostra netta contrarietà alla lettera ed allo spirito del DDL.
Avremmo così modo di passare dalla protesta per reazione alla lotta per la conquista di una reale riforma del sistema universitario. A tal proposito, ho letto e condivido in buona parte il Manifesto per l’Università Italiana approvato dal Coordinamento Nazionale dei Professori Associati (CoNPAss) dove sono abbozzate alcune linee guida per una azione di concreta riforma. Su questi contenuti è il momento di confrontarsi e, se possibile, arrivare a unire le nostre forze ed idee a quelle di quanti oltre a reagire hanno ora il coraggio di agire. 
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