domenica 27 marzo 2011

Una modesta proposta



Ho molto riflettuto sulla composizione del senato accademico e sui riflessi che questa avrebbe anche nella dinamica della costituzione dei ND. Partiamo con ordine: nella costituzione del Senato Accademico si dovranno rispettare alcuni principi cardine:
- il principio di rappresentanza paritaria (!) di professori, ricercatori, personale tecnico amministrativo e degli studenti;
- la presenza di tutte le aree culturali dell'ateneo (tradotta nella brutale proposta di presenza di TUTTI i direttori di dipartimento in senato);
- la sua costituzione su base elettiva. 
In massima parte questi principi sono conformi al dettato della legge che all'Art. 2 comma 1 lettera f recita: costituzione del senato accademico su base elettiva, in un numero di membri proporzionato alle dimensioni dell'ateneo e non superiore a trentacinque unita', compresi il rettore e una rappresentanza elettiva degli studenti; composizione per almeno due terzi con docenti di ruolo, almeno un terzo dei quali direttori di dipartimento, eletti in modo da rispettare le diverse aree scientifico-disciplinari dell'ateneo;

Io avanzo quindi una modesta proposta prendendo a riferimento la formulazione della composizione del senato accademico che viene fuori dal nuovo statuto della Sapienza (retta dal noto estremista Prof. Frati) depurata dalle stortura in essa contenute (riferimenti alle facoltà ecc.) ed adattata nel numero alla dimensione della nostra università:

Il Senato Accademico è composto da 22 membri:
- Rettore;
- Presidente del Collegio dei Direttori di Dipartimento; 
- 4 Direttori di dipartimento anche in rappresentanza dei professori ordinari, uno per ciascuna di 4 macroaree dei settori scientifico-disciplinari, determinate dal Senato Accademico;
- 4 professori associati rappresentanza dei professori associati, uno per ciascuna di 4 macroaree scientifico-disciplinari;
- 4 ricercatori in rappresentanza dei ricercatori, uno per ciascuna di 4 macroaree scientifico-disciplinari;
- 4 rappresentanti del personale del personale tecnico-amministrativo.
- 4 rappresentanti degli studenti. 
Al Senato Accademico partecipa il Direttore generale con diritto di parola e senza diritto di voto.

La ratio della proposta è la seguente:
1) i 12 rappresentanti dei professori e dei ricercatori sono in numero pari alle strutture dipartimentali attualmente previsti e quindi si può realizzare la condizione di presenza in consiglio di ogni dipartimento (magari garantita da norme nel regolamento elettorale).
2) la commissione ha una composizione paritetica fra le diverse fasce;
3) professori associati, ricercatori, personale tecnico amministrativo e studenti sarebbero eletti direttamente dai propri rappresentati mentre gli ordinari sarebbero scelti fra i direttori di dipartimento all'interno delle aree di riferimento sempre su base elettiva;
4) ogni area culturale dell'ateneo (Area Scientifico – Sperimentale, Area Tecnologica, Area Sociale, Area Umanistica) avrebbe rappresentanza paritaria;
5) è un organismo snello e non pletorico;
6) la quota di professori e ricercatori è di 2/3 (ovvero 14/22) di cui un terzo (ovvero 5/14) direttori di dipartimento.  

Questa proposta presuppone l'esistenza di un Collegio dei Direttori di Dipartimento che, al pari dell'attuale CoCoP, dovrebbe essere un Organo istruttorio permanente che dovrebbe esprimere parere obbligatorio al senato accademico su attività di ricerca e didattica; elaborare il piano di sviluppo triennale da sottoporre al Senato Accademico; curare la redazione e la diffusione del rapporto annuale sull'attività scientifica e didattica dell'Università; proporre al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione l'adesione ed il recesso dell'Università della Calabria da Centri Interuniversitari e Consorzi; esprimere pareri sui casi controversi di afferenza di docenti e ricercatori ai Dipartimenti; individuare le aree culturali cui afferiscono i Direttori di Dipartimento che fanno parte del Senato Accademico secondo criteri che assicurino l'equilibrata rappresentanza delle diverse aree scientifico-disciplinari presenti nell'Ateneo. Il Collegio dei Direttori di Dipartimento dovrebbe essere composto dai Direttori dei Dipartimenti o da loro delegati permanenti. Il Presidente del Collegio sarebbe eletto tra i suoi membri.

domenica 20 marzo 2011

Presidio gattopardesco



Una contraddizione è molto evidente nel documento dei Presidi dell'UniCal del 14 marzo: si auspica che il processo di ri-aggregazione parta dal basso come "frutto di una convergenza tra aree, settori, studiosi, generata dal confronto autonomo tra questi" e che "occorrerà impedire che si formino aggregazioni dipartimentali prive di chiare giustificazioni culturali e/o didattiche" mentre poco sopra se ne detta il numero, 10, senza dare altra spiegazione. Due affermazioni non conciliabili: o si vuole che ci sia un processo nobile di riaggregazione sulla base di progetti culturali e didattici o si impone un risultato. Con un po' di pazienza, lasciando il tempo necessario a che il processo appena iniziato dia i suoi frutti, si potrà arrivare al giusto numero. Fra 10, numero aureo indicato dai presidi con astrattezza dirigista, e 24, numero teorico massimo di strutture attualmente attivabili, c'è un ampio margine. Voglio intendere anche i numeri che la commissione ha fornito, 12 dipartimenti con un numero medio di 70 e minimo di 60 afferenti, come una indicazione di massima, di indirizzo, quasi a seguire quello che sta avvenendo nell'ateneo.
In ogni caso, mi pare si debba il dovuto rispetto al lavoro che in questi giorni sta impegnando molti di noi proprio per mettere a fuoco quali siano le possibili sintesi fra le esigenze di didattica e ricerca che possano dar luogo ai nuovi dipartimenti. A tal proposito, nessuno si deve sentire escluso, una delega data in questi giorni equivale a fornire ad altri la possibilità di indirizzare il proprio futuro. L'area Fisica, per esempio, ha aperto un dibattito interno e deliberato di dare vita ad un tavolo di confronto pubblico che attraverso riunioni aperte tenti di trovare le possibili convergenze su una riaggregazione.
Infine, non dimentichiamo la libertà dei singoli: ognuno di noi ha scelto la propria afferenza ad un (vecchio) dipartimento all'atto della "presa di servizio" mentre l'afferenza alle (vecchie) facoltà era già determinata. Qualsiasi ipotesi di mappa dipartimentale dovrà essere portata al vaglio delle decisioni dei singoli in questa fase di transizione. Naturalmente, regole diverse determineranno le afferenze quando il tutto andrà a regime ma in questo frangente nessuno si può arrogare il diritto di decidere quale sia il nuovo dipartimento (e quindi la struttura culturale, disciplinare, didattica ed, in ultima analisi, umana) a cui ognuno di noi DOVRA' afferire.

Vorrei mettere in luce un altro punto debole del documento. Nelle battute conclusive si afferma che è "necessario che tutte le unità scientifico-didattiche di base siano rappresentate (all’interno del Senato Accademico) dai loro direttori, con voto pesato e una premialità vincolata al numero di docenti e di ricercatori che vi afferiranno (…) ". Questa premialità al quadrato favorirebbe l'affermarsi di poche grandi strutture (ex-facoltà), magari suddivise in sezioni autonome (ex-dipartimenti). Che sia questo il vero intento dei gattopardi nostrani?

Passatemi una polemica molto meno sobria di quella che hanno visto la luce nella pagina facebook Unical2020: sono molto curioso di leggere i verbali dei lavori della Commissione per la revisione dello Statuto. Ad ora (20/3 ore 18, a 4 giorni dall'ultima seduta e ben 13 dalla prima) siamo costretti a commentare sui commenti ed a lavorare sui sentito dire. Il mio sentimento è che sarò a breve indisponibile ad accettare le lentezze  mascherate da un "Disponibile a breve" nelle pagine dedicate ai documenti che dovrebbero essere immediato oggetto di discussione.

giovedì 3 marzo 2011

Trasparenze inaudite

Fra i molti punti su cui si concentra l'attenzione in questi giorni di attesa della prima seduta della commissione statuto, c'è quello della TRASPARENZA dei lavori della stessa. Abbiamo tutti ascoltato che l'impostazione del Rettore (che naturalmente non sappiamo se sarà adottata dalla commissione) è quella di portare di volta in volta in CdA e Senato Accademico gli orientamenti e le decisioni della commissione in modo che questi organi possano discuterne e fornire dei feed back alla commissione stessa. Allo stesso tempo, sempre secondo il Rettore, questo permetterebbe ad ogni consigliere e senatore di riferire ai propri rappresentati e saggiare così l'ateneo intero. 

Questo modo di procedere ha due lacune:
1) necessiterebbe di una calendarizzazione molto stretta e ben organizzata: il resoconto delle sedute della commissione dovrebbe arrivare ai componenti degli organi in modo che ognuno possa convocare un'assemblea dei rappresentati o un consiglio di facoltà e di dipartimento prima delle sedute di CdA e SA; durante le sedute di quest'ultimi, il frutto di questa consultazione dovrebbe essere sintetizzato in un documento di commento e portato all'attenzione della commissione che nel frattempo dovrebbe discutere di altro per poi tornare sulle indicazioni di CdA e SA. Insomma, sarebbe un continuo riunirsi e fare e disfare la bozza di statuto.
2)  In CdA e SA non sono rappresentati una buona fetta dei lavoratori dell'UniCal (i precari della ricerca, della didattica e dell'apparato tecnico-amministrativo) oltre che una fetta degli studenti (i dottorandi).

Io propendo per la soluzione indicata dall'assemblea dei ricercatori e declinata dal commissario Barberi in Assemblea di Ateneo con la proposta dell'apertura di un BLOG/FORUM della commissione. Lui stesso cura la pagina facebook Unical2020 che già vede una buona partecipazione. Per trovarlo cercate Unical2020 dalla vostra pagina facebook.

I sassaresi, noti estremisti e fuorilegge, hanno già predisposto e riempito un sito molto ben curato che vi invito a visitare:

http://nuovostatutouniss.blogspot.com/

che con uno slancio di fantasia potremmo copiare in nuovostatutounical. Ma c'è anche dell'altro: Michele Gianfelice mi segnala che a Torino la Rete29Aprile (se capisco bene) ha aperto una pagina facebook denominata "Tutto lo statuto minuto per minuto" e redatta "Dai nostri agenti all'interno della commissione statuto" per fornire "Informazioni di prima mano e webcronaca diretta: tutto ciò che verrà discusso all'interno della commissione incaricata di riscrivere lo Statuto dell'Università di Torino." Vedere per credere:

http://www.facebook.com/pages/Tutto-lo-statuTo-minuto-per-minuto/135051076560872?sk=wall&filter=2

I risultati sarebbero immediati:
- tutti gli interessati potrebbero trovare notizie di prima mano e "certificate";
- i singoli ed i gruppi organizzati potrebbero intervenire nella discussione semplicemente mandando una pubblica missiva alla commissione;
- la discussione in SA e CdA (ma anche quella in CoCoP ed in ogni altro organismo) sull'avanzamento dei lavori avrebbe una base documentale diffusa e differenziata su cui poggiarsi.

Un'ultima nota prima di chiudere: a Torino si sta discutendo di aggiungere degli UDITORI ai membri della commissione. Faccio una modesta proposta: chiediamo che la commissione inviti come uditori uno o più precari e dottorandi (ingiustamente esclusi nella designazione della commissione), altri associati e ricercatori (evidentemente sottorappresentati) e personale TA. 



Postato anche su 
http://groups.google.com/group/associatiunical

lunedì 28 febbraio 2011

Finalmente il Forum


In seguito ad una decisione dell'assemblea degli Associati dell'Unical tenutasi il 23 febbraio scorso, è stato creato un sito "Forum" come mezzo per veicolare, istruire e dare continuità alla discussione sui temi legati all'applicazione della legge 240/2010 ovvero alla cosiddetta "Riforma Gelmini".
Il Forum mette a disposizione una raccolta di documenti ed è aperto al contributo di tutti, Associati e non. In particolare, la sezione "discussioni" ospita un Google Group sui temi specifici al centro del dibattito aperto dalla designazione della Commissione per la Revisione dello Statuto.
L'indirizzo è
http://sites.google.com/site/associatiunical/
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